La coppetta mestruale
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[Claricup] Il primo trauma, verginità e la mia vittoria finale

il Gio Giu 23, 2016 1:01 pm
Buonsalve a tutte :yup:

Sto per compiere 25 anni, ho appena terminato il mio primo ciclo completo con la mia (seconda!) coppetta, e nonostante l'età sono ancora (extra)vergine come l'olio d'oliva  tongue
Volevo scrivere questo (lunghissimo!) post, sostanzialmente, per raccontare la mia travagliata storia con la coppetta, incoraggiare le ragazze come me, che non hanno ancora avuto rapporti sessuali penetrativi, a non gettare la spugna e, come ultima cosa, chiedere consiglio a chi indubbiamente ne sa più di me sulla scelta di una terza eventuale coppetta.
Sono finalmente, felicemente incoppettata, ma la strada per arrivare fin qua non è stata facile.

Dunque, cominciamo in primis col racconto dell'orrore.
Quattro anni fa (ebbene sì, ne è passato di tempo) decisi di provare la coppetta mestruale per la prima volta e fu così che m'imbattei in questo splendido forum. Ero seriamente intenzionata a comprarla e gettare via gli assorbenti, tanto da affrontare di petto anche il "panico" da 21enne vergine e illibata... tant'è che, una volta passata di fronte a una scatoletta della LadyCup in un Naturasì, la comprai di getto.
Per dirla in parole povere: errore fatale  :roff:
Ricordo di aver fatto molte ricerche prima dell'acquisto, ed ero proprio psicologicamente preparata all'impatto, ma per quanti video visti o discussioni lette... beh, la mancata conoscenza profonda del proprio corpo non è stata dalla mia parte, in quell'evenienza.
Probabilmente, potrei tranquillamente affermare che la mia prima volta con la coppetta è stata una delle esperienze più tragiche (e indubbiamente il dolore più forte) che ricordo di aver mai vissuto.
Breve elenco degli Ingredienti del Disastro avvenuto quattro anni fa: incapacità di penetrarmi anche solo con una falange da sempre, persino in momenti di eccitazione - cosa su cui ho glissato quando non avrei proprio dovuto! -; nessuna prova a secco, neanche per tastare il terreno; una spolveratina d'inevitabile panico totale da primo inserimento. Sapevo che la mia verginità non era il problema chiave della situazione, perché in giro per il mondo persino piccole undicenni usavano la coppetta o assorbenti interni senza troppi problemi, perciò ero sicura che avrei potuto farcela in ogni caso, magari stringendo un po' i denti e portando pazienza finché non mi sarei abituata.
... mi sbagliavo  Sad
Avevo già usato un - uno solo, specifico - tampax, una volta, per andare in piscina coi miei compagni di classe del liceo. Era stato dolorosissimo e traumatico, ma... beh, se era passato quello, perché non sarebbe dovuta passare una coppetta? Mi sono ripetuta più e più volte quel discorso mentre mi preparavo e rilassavo per l'inserimento, al fatidico primo giorno di ciclo.
C'è voluta... penso, più o meno mezz'ora. Mezz'ora di lacrime, profondi respiri e svariate imprecazioni, e ricordo di essere riuscita a spingere la coppetta in vagina solo quando mi sono decisa a sdraiarmi sul pavimento del bagno, perché non c'era proprio altra posizione che mi aiutasse a non avvertire un dolore straziante. Cosa che ho avvertito lo stesso, ma sapevo che non poteva essere altrimenti nel mio caso. Una volta inserita correttamente, non l'ho più sentita e...... gaudio e gioia, ero persino commossa da quella vittoria! Un punto a mio favore, mi son detta. Avrei estratto la coppetta il mattino dopo (dato che il ciclo mi era iniziato nel tardo pomeriggio e non era mai abbondante in quelle prime ore), e tutto sarebbe filato liscio. Magari non proprio liscio liscio, ma sarebbe filato lo stesso.
Capii che la LadyCup non faceva il caso mio dal primo momento in cui ebbi lo stimolo della pipì. Sono rimasta seduta in bagno per un quarto d'ora, ma non ero proprio in grado di farla. Il bordo della coppetta premeva indubbiamente sull'uretra, sebbene io non sentissi alcun particolare fastidio. Ma come avrei potuto sapere che sarebbe successo? E già a quel punto sono scese le prime madonne No ... vado al bagno molto spesso, perché mi tengo idratata per alleviare i crampi, e se la coppetta m'impediva di fare pipì c'era da correre ai ripari. C'è voluto un estremo livello di concentrazione per riuscire a farla, ma alla fine qualche goccia è scesa.
Quella notte dormii divinamente. Quasi nessun crampo! Ero piacevolmente impressionata dall'esperienza, tanto che non temevo il dolore - inevitabile - del secondo inserimento.
La mattina successiva, però, giunse il fatidico momento dello svuotamento.
Potete già capire che, chi avverte dolore semplicemente infilando mezza falange in vagina, non è che se la spassa nel dover infilare sia pollice che indice (due dita in un colpo solo! orrore!!!) per tentare di raggiungere una coppetta che nel corso della notte ha risalito alla grande il canale vaginale.
Scoprii con mio orrore che la LadyCup era salita molto, raggiungevo a fatica il gambo. Spinsi con i muscoli per farla scendere, ma già dover tenere pollice e indice dentro di me faceva un male cane. E più faceva male, più ovviamente contraevo i muscoli invece di rilassarli.
... poteva andare peggio di così? Ebbene sì. La coppetta aveva fatto uno splendido lavoro e si era sigillata alla perfezione, perciò, per quanto ne premessi il fondo per cercare di scollarla da lì, non si smuoveva di un solo millimetro.
Inutile dover specificare il panico che mi ha preso in quel momento. Penso che qualunque ragazza vergine, alla sua prima esperienza con la coppetta, ritrovandosi con questa "incastrata" dentro di sè, dolori lancinanti all'ingresso della vagina per via dell'ingresso difficoltoso delle proprie dita e la sudorazione a mille per la paura possa capire quello che ho passato. Sapevo però che più mi facevo prendere dal panico e peggio sarebbe andata, perciò sono scesa dal bidet, ho fatto dei profondi respiri per rilassarmi e ho cominciato a spulciare qua e là consigli sul estrazioni difficoltose. Consigli utilissimi, davvero........ che però non riuscivo a mettere in pratica.
Mi faceva un male cane raggiungere la coppetta per tentare di smuoverla, per quanto tentassi di rilassarmi. E per quanto io premessi sul fondo per togliere l'effetto ventosa, lei proprio non si smuoveva da lì.
In sintesi, per farla breve: la coppetta, alla fine, è uscita. Ma è uscita dopo venti minuti di pianto ininterrotto, a furia di tirare e tirare e tirare, e tirare così tanto che sembrava mi stessi tirando via pure tutto l'utero assieme ad essa. Un dolore indicibile, specialmente quando è arrivata al bordo superiore, rigido, totalmente aperto, che mi ha lacerato l'ingresso della vagina. Alla fine ero madida di sudore, tremavo come una foglia per il dolore, piangevo come una bambina e avevo la mano destra coperta di sangue - non mestruale! Mi ero proprio lacerata!
Ho gettato subito via la coppetta (nella vasca da bagno), mi sono sciacquata, ho messo mutande e assorbente e ciao ciao LadyCup, addio, a mai più  No
Grazie al cielo, nessuna emorragia. Il taglio è guarito nelle settimane successive, non c'è stato neanche bisogno di andare in ospedale a farmi mettere qualche punto.
Se pensate che dopo un'esperienza del genere io non volessi mai più mettere la coppetta, non vi sbagliate di certo. Avrei sfidato chiunque a ripiegarla e rimetterla lassù, dopo un'estrazione tanto lunga, lenta e dolorosa.
Non a caso son passati ben quattro anni da quella volta, prima che io mi decidessi a darle una seconda chance. Il trauma era semplicemente troppo forte.

Ma cosa è cambiato nel frattempo?
A lungo andare, per forza di cose, mi ero autodiagnosticata il vaginismo.
Non è facile, e per nulla bello, sentirsi dire cose come "ma perché dovresti avere paura di una coppetta? Guarda che per di là passa pure la testa di un bambino!" o "devi solo stare rilassata, la tua vagina è elastica e con la dovuta pazienza può entrare/uscire di tutto" o anche "il dolore ce l'hai solo in testa, è perché sei vergine, stringi i denti e vedrai che a lungo andare ti passa", quando tutto ciò che comporta anche una vaga, leggera, minuscola penetrazione è sinonimo di dolore immediato.
Di certo un 25% di fattore psicologico c'è. Perché se sei perpetuamente abituata a sentire un male pazzesco quando anche mezzo dito ti entra in vagina, è ovvio che t'irrigidisci un pochino aspettando di sentire male. È quasi un riflesso. Ma quando il dolore c'è persino in un momento di perfetta lubrificazione, mentre ti stai masturbando e hai ormai raggiunto l'orgasmo........ allora qualche domandina di stampo ginecologico ti viene.
Alla bellezza di 24 anni ho deciso di rimboccarmi finalmente le maniche e andare a fare la mia prima visita ginecologica, perché non avevo ormai più dubbi sul fatto che ci fosse qualquadra che non cosava, là sotto.
Diagnosi finale: stenosi imenale. Residui d'imene fibroso, che non aiutavano affatto l'ingresso di qualsiasi cosa in vagina (la visita, infatti, è stata una sofferenza indicibile). Ma ero infinitamente sollevata, perché almeno finalmente avevo capito qual era il problema, e che non era solo una mia infondata fobia!
Ho fatto dunque l'intervento d'imenotomia, quattro piccolissime incisioni sull'anello imenale rimasto, di modo che se in futuro avessi ricercato la penetrazione questo sarebbe stato più elastico e non avrei avvertito lo stesso dolore straziante, e da lì... giuro, è come se si fosse spalancata una porta Cool
Una volta guarita dall'intervento, l'occhio non poteva che ricadere sulla coppetta mestruale che avevo da anni nascosto nel cassetto.
Non potete neanche immaginare le mie lacrime di gioia quando, mesi dopo l'imenotomia, sono riuscita a infilare tutto l'indice in vagina senza provare il minimo dolore!
Sapevo di essere finalmente pronta a tentare di nuovo.

La LadyCup non ha più visto la luce del sole da quella volta, ma ho fatto qualche ricerchina sulle coppette morbide in commercio e alla fine ho ordinato una Claricup, perché sapevo che se anche avessi riprovato dovevo sceglierne una che mi permettesse di fare pipì senza intralcio  Rolling Eyes
Questa volta, però, mi sono presa 28 giorni di preparazione.
Per arrivare tranquilla al ciclo e alla prova della coppetta, ho fatto pratica inserendo ogni. singolo. giorno. un dito in vagina, esplorando e cercando di capire anche l'altezza variabile della cervice. A partire dal quattordicesimo giorno, le dita sono diventate obbligatoriamente due, dato che la coppetta ha un diametro nettamente superiore a quello di un indice. Abituandomi così ad allargare con calma e pazienza l'ingresso, mi sono preparata alla sensazione che avrei avvertito durante l'inserimento della coppetta. Non è stato più necessario infatti stendersi sul pavimento, :grin: è bastato stare in piedi, ginocchia rilassate e piede destro sull'orlo del bidet, e dopo qualche profondo respiro la coppetta è entrata senza troppi problemi.
Non lo nego: l'ingresso della coppetta non è piacevole, tanto meno immediato, ma è decisamente mille volte più sopportabile che in passato, specialmente dopo l'allenamento con le dita.
L'estrazione non è stata facile, specialmente la prima volta (memore di quel mio primo trauma), ma non ha avuto nulla di doloroso. È ancora lenta e parecchio fastidiosa, soprattutto quando devo estrarre l'orlo superiore, che è indubbiamente più spesso e largo, ma oltre a una puntina di lievissimo dolore in quel preciso momento, non c'è altro.
Ho provato la coppetta per cinque giorni, e ormai il ciclo è finito. L'ho svuotata e pulita mattina e sera, senza alcun dolorosissimo intoppo, e sono davvero entusiasta del risultato. Non mi sono mai sentita tanto asciutta, pulita, libera e tranquilla durante il ciclo prima d'ora! So già che non tornerò mai indietro, ora che ho capito che il mio corpo può farcela.

Vorrei semplicemente dire a chi è vergine come me (magari adolescente o over twenty  :grin: ), di non ripetere il mio errore iniziale.
Non dovete tuffarvi di testa sulla coppetta se prima non conoscete un minimo il vostro corpo e non avete confidenza con esso. Questo creerà solo panico, paura, ansia e una buona dose di dolore, perché non sarete affatto rilassate per poter gestire la situazione.
Prima di metterla, accertatevi di poter infilare un dito (o ancora meglio due!) in vagina senza avvertire un dolore atroce, rilassatevi e abituatevi alla sua presenza, perché quando avrete a che fare con la coppetta dovrete per forza di cosa infilare almeno pollice e indice su per di là per riuscire ad estrarla, e quando uscirà sarà decisamente più ingombrante di quando è entrata.
Se il dolore è tale da impedirvi persino questo, cercate di comprenderne la causa. È indubbiamente vero che nella maggior parte dei casi (e io mi ritrovavo nella minoranza, purtroppo), l'imene non è un problema per l'inserimento o la rimozione della coppetta. Certo, proverete sicuramente fastidio o un briciolo di dolore, ma per molte basta un po' di concentrazione, qualche profondo respiro e i muscoli alla fine si rilassano per farla passare, accogliendola senza problema.
Se non vi sentite a vostro agio nell'inserire uno o due dita, non vi consiglierei di mettere la coppetta. Trovate prima la sicurezza e tranquillità tramite l'esplorazione con le dita, e poi, una volta compreso che potete allargare l'ingresso vaginale senza dolore, provate a inserire e togliere la coppetta un paio di volte, magari legateci pure un nastrino sul gambetto se è la paura di perderla su per di là che vi blocca.
Il lubrificante è sempre il vostro più caro amico! In ogni circostanza :app:


Ora, per concludere (finalmente!  :grin: ) questo lunghissimo post, avrei una domanda alle maestre incoppettate.
Ho scoperto di avere, durante il ciclo, una cervice medio-alta. Supera la seconda nocca dell'indice, talvolta devo infilarlo proprio tutto per sentirla, perciò sarei alla ricerca di una coppetta morbida un po' più lunghetta della Claricup, che ho comunque felicemente usato per tutto il ciclo. Non solo la vorrei un po' più lunga di modo che non s'arrampichi su per la mia vagina nel corso della notte, ma vorrei che avesse una base più solida a cui aggrapparsi durante l'estrazione, perché questa è perfettamente liscia.
Ho scoperto che il gambo mi dà un sacco fastidio, anche se accorciato, perciò ho dovuto levarlo tutto e, come potete capire, questo non facilita l'estrazione.
Ho già fatto un po' di ricerca e l'occhio m'è caduto sulla Lily Cup Classic, specialmente per il suo gambo allungato e "rigido" che, una volta accorciato, resta comunque di quella bella forma allungata che non dovrebbe scivolarmi troppo dalle dita (differentemente dalla Claricup, che è tondeggiante quanto le altre coppette e davvero liscia liscia). Per caso qualcuna ha qualche consiglio da darmi? O forse qualcuna la usa già e vorrebbe darmi la sua opinione?

In ogni caso, grazie per aver letto questo papiro infinito e buon ciclo a tutte  :stars:
È davvero una gioia poter usare la coppetta!
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Re: [Claricup] Il primo trauma, verginità e la mia vittoria finale

il Ven Giu 24, 2016 8:54 pm
Mamma mia che avventura! :paura: Mi spiace...grazie comunque per la tua testimonianza! I love you La tua Claricup che taglia è? Così aggiorno il titolo.

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Re: [Claricup] Il primo trauma, verginità e la mia vittoria finale

il Mar Giu 28, 2016 7:33 am
Che esperienza caspita!
Sei stata bravissima a non demordere!!
Oltre la Lilycup ti consiglierei di dare uno sguardo alla Gaiacup, morbida ma adatta a cervici alte, con un gambetto piccolo e morbido Wink
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Re: [Claricup] Il primo trauma, verginità e la mia vittoria finale

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